Ma tenendo conto che fare delle previsioni su una cometa presenta sempre un largo margine di incertezza, qual è lattuale quadro della situazione?
Per rendercene conto abbiamo analizzato in via preliminare alcune osservazioni raccolte fino ad ora dalla Sezione Comete UAI, e pubblicate sulla pagina web.
La figura 1 mostra landamento della magnitudine apparente in funzione del tempo e vengono confrontate magnitudini visuali (ottenute al telescopio ed al binocolo) e magnitudini CCD nelle bande V,R,I riferite ad una apertura standard di 100.000 km sulla chioma. Nel complesso i punti mostrano andamenti sensibilmente diversi, e si comprende subito come una analisi della curva di luce deve essere intrapresa con molta cautela, per non essere tratti in inganno da effetti strumentali.
Si nota infatti una divergenza tra stime visuali e misure CCD: le prime mostrano un rapido incremento a dicembre, mentre le seconde indicano un andamento regolare. Come interpretare questa discordanza?
Innanzitutto dobbiamo considerare che mentre le stime visuali prendono in esame la magnitudine totale (di tutta la chioma), le osservazioni CCD, nel nostro caso, misurano una porzione standard corrispondente a 100.000 km sulla chioma. E quindi probabile che le osservazioni visuali abbiano risentito di due effetti:
A mio avviso tutti e due gli effetti contribuiscono a creare le discordanze osservate. Tuttavia se estrapoliamo un andamento dalle sole stime visuali saremo tratti in inganno e molto probabilmente otterremo valori di luminosità troppo elevati avvicinandoci al perielio. Le misure CCD, effettuate su una porzione di chioma standard, rispecchiano certamente meglio l'andamento medio della magnitudine, anche se si nota una progressiva differenziazione tra le magnitudini V ed R e le I. Il V, ed in parte anche lR, coprono bande spettrali maggiormente contaminate da emissioni gassose rispetto alla banda I, che meglio approssima la componente polverosa. Interessante è constatare che nella fase iniziale le magnitudini nei diversi colori quasi coincidevano, e quindi il "colore" della cometa tendeva più al neutro, in seguito, per laumento di produzione di gas, le differenze sono andate aumentando e il "colore" della cometa è cambiato. Le foto a colori e le tricromie CCD mostrano il tipico colore verde-azzurro dovuto in gran parte allemissione del C2.
Attualmente, se prendiamo come riferimento le magnitudini Vccd, i parametri fotometrici che rappresentano landamento fotometrico sono: H = 8,3 n = 6
Il valore di H indica una luminosità inferiore rispetto al visuale, e può essere considerato come un valore restrittivo.
Se la cometa continuerà con questo andamento per fine gennaio potrà apparire di sesta magnitudine nelle osservazioni CCD, ma visualmente potrebbe essere anche di una-due magnitudini più brillante (mag. 4-5), il che la renderà un facile oggetto da binocolo da cercare nel cielo serale. Naturalmente lo scenario reale potrebbe essere completamente diverso, la cometa potrebbe indebolirsi o anche, speriamo, aumentare rispetto alle previsioni. Purtroppo, nel bene e nel male, le comete rimangono oggetti imprevedibili,e per questo sempre interessanti. Non ci resta che continuare a seguirla per vedere quale sarà la sua evoluzione nel suo viaggio verso il Sole.
15 gennaio 2003
Giannantonio Milani