In ricordo di Marco Cavagna

 

Lo scorso 9 agosto in seguito ad un ictus è mancato improvvisamente all’età di 47 anni Marco Cavagna, un nome ben noto nell’ambito dell’astronomia italiana, ma anche a livello internazionale. Negli anni ’70-’80 Marco è stato uno dei più attivi osservatori di comete ed un entusiasta sostenitore della Sezione Comete, nata proprio in quegli anni. Negli ultimi 20 anni è divenuto uno dei membri attivi dell’Osservatorio di Sormano, del quale è anche un co-fondatore. Presso questo Osservatorio ha scoperto (e co-scoperto) all’incirca due dozzine di asteroidi, distinguendosi per le misure di posizione molto accurate su comete ed in generale su tutti quegli oggetti che si trovano a passare molto vicini alla Terra.

 

Il 1985-86, con il ritorno della cometa 1P/Halley, è stato un periodo estremamente eccitante per tutti gli osservatori visuali, e durante la campagna osservativi organizzata dall’International Halley Watch, Marco ha svolto il ruolo di referente per l’Italia del “Real Time Monitorino Network”. E’ avvenuto così che tutti gli osservatori attivi siano stati molto spesso in contatto telefonico (o diretto) con lui per condividere impressioni ed osservazioni.

Ma l’intensa attività astronomica di Marco non si è limitata al solo campo osservativo. Per molti anni è stato un conferenziere molto apprezzato presso il Planetario di Milano ed anche consulente della Commissione 20 dell’Unione Astronomica Internazionale.

Più di recente è stato tra i fondatori di “Cielobuio” , nota associazione che combatte l’inquinamento luminoso e lo spreco energetico. Il suo entusiasmo per questa attività traspare anche dal fatto che uno degli asteroidi da lui scoperti (13777)  nel 1998 porti proprio il nome “Cielobuio”.

 

Marco appartiene a quella schiera di appassionati del cielo che hanno iniziato la propria attività  con pochi mezzi e moltissima passione. Da ragazzo infatti ha iniziato ad osservare il cielo con un semplice binocolo. La sua enorme passione traspare dalle sua parole  scritte subito dopo aver conseguito la laurea in geologia: “- [...] "cacciare" comete, gettare lo sguardo nella profondità del cielo,  osservare direttamente Plutone o il quasar 3C 273 sapendo che la luce entrata nell'occhio partì ben tre miliardi di anni prima è una delle cose più eccitanti che possano capitare all'amante del cielo. –

Tra il 1976 e il 1985Marco ha contribuito anche all’AAVSO con 1382 stime di stelle variabili. Si è anche dedicato alla ricerca di comete scoprendo indipendentemente la cometa C/1980 Y1 (Bradfield;  precedente designazione 1980 XV= 1980t) la sera del 5 gennaio 1981, stimando la cometa  di magnitudine visuale  4,0 e con tre gradi di coda. (circolare IAU 3561). In quel periodo la cometa si stava muovendo verso Nord dall’emisfero australe e la notizia non era ancora giunta alla maggior parte degli osservatori. Marco ha inviato subito un telegramma al CBAT e Brian Marsden gli aveva subito risposto che la cometa era già stata scoperta da Bradfield  il 17 dicembre. Diversi osservatori, oltre a Marco, hanno riportato scoperte indipendenti di questa cometa (Green, ICQ, 9).

Questa scoperta è avvenuta mentre Marco osservava da casa in una serata limpidissima, nella quale aveva deciso di dare inizio ad una campagna sistematica di ricerca di comete. L’eccitazione della scoperta è stata così grande che Marco ha speso gran parte del tempo telefonando per comunicare la scoperta ad amici, piuttosto che nell’effettuare ulteriori osservazioni. Il fatto che  la cometa fosse già stata scoperta  non ha rappresentato per lui una grossa delusione, è stato comunque felice di aver vissuto l’enorme emozione di scoprire da solo una cometa luminosa.

 

Marco ha ispirato molti astrofili con la sua attività, entusiasmo, competenza e approccio scientifico all’attività amatoriale – stelle variabili, comete, occultazioni lunari e radenti, ecc… Marco era un astronomo ”giramondo” , si spostava su e giù per le montagne con il suo binocolo ed il riflettore dobsoniano da 25 cm f/3,9 cercando di osservare qualunque fenomeno di carattere transiente.

Circa 25 anni fa scriveva per la locale associazione di astrofili una rubrica dal titolo “Astrofilia d’assalto”, un nome che ancora oggi richiama lo spirito che ha caratterizzato il suo approccio all’astronomia fin dall’inizio. La rubrica incoraggiava l’osservazione dei nuovi oggetti scoperti nel cielo con equipaggiamenti molto semplici in un epoca nella quale la comunicazione era più difficile e l’osservazione visuale più apprezzata.   

 

Marco non ha mancato di impressionare per la sua profonda conoscenza e per  la sua cordialità, anche  coloro che lo incontravano per la prima volta. E’ stato un vivace partecipante al primo International Workshop on Cometary Astronomy tenutosi a Selvino nel 1994, nonostante i recenti problemi di salute che lo avevano costretto ad un lungo periodo in ospedale.

I lettori di International Comet Quarterly certamente conoscono il contributo in campo fotometrico portato da Marco, con moltissime osservazioni visuali e CCD su oltre 50 comete seguite tra il 1976 e il 2002 pubblicate sulla rivista e reperibili nell’archivio elettronico.

 

In suo onore  nel 1999 è stato designato l’asteroide (10149) Cavagna .   

 

Nel mese di ottobre 2005, e stato deciso di dedicargli  il nuovo telescopio da 60cm dell'Osservatorio di Sormano.

 

Piero Sicoli, Giannantonio Milani, Mauro Vittorio Zanotta, Daniel W.E. Green, Sandro Baroni

(testo adattato da un articolo in corso di pubblicazione su International Comet Quarterly)