CONVEGNO AD ARCETRI DEL 27-28/02/2010



Appunti dal convegno sui Corpi minori del nostro sistema solare tenutosi il 27 e 28 febbraio 2010 presso l'Osservatorio di Arcetri. Resoconto fatto da Gianantonio Milani

Dopo il benvenuto di Gian Paolo Tozzi, a nome dell'Osservatorio di Arcetri (INAF) e dell'Associazione Astronomica Amici di Arcetri, ha preso il via il meeting Asteroidi, Comete, Meteore.  Folta la partecipazione che nel giorno
di sabato ha visto la sala adiacente al telescopio di Amici completamente gremita fin sulla porta.

La prima relazione è stata tenuta da Maura Tombelli che ha ripercorso il cammino e l'attività di ricerca nel campo asteroidale e cometario utilizzando sia i telescopi Schmidt dell'Osservatorio di Asiago sia strumentazione
propria. Il racconto ha anche voluto rendere omaggio al Prof. Beppe Forti (presente in sala  la Sig.ra Forti, invitata per l'occasione) che ha sempre  sostenuto  e guidato questa fruttuosa attività di ricerca. Una attività per
certi aspetti superata, essendo stata basata sull'uso delle lastre fotografiche, ma che ha fatto scuola e che lascia ancora il segno oggi nell'utilizzo della tecnica digitale.

Il secondo intervento, di Enrico Stomeo (Sezione Meteore), ha illustrato l'evoluzione delle tecniche osservative e gli enormi progressi raggiunti nell'osservazione di meteore e bolidi. La Sezione si avvale di una rete di stazioni
automatiche che riprendono il cielo ogni notte. La rete copre abbondantemente il Nord Italia, con collaborazioni anche nelle vicine Croazia, Slovenia, Austria e Svizzera.  La diversa dislocazione delle postazioni consente di
determinare con precisione la traiettoria reale dei bolidi e quindi di calcolarne l'orbita.  Si auspica che la rete possa essere ampliata nel centro-Sud. Punto forte della Sezione è inoltre l'archivio dati.

Andrea Boattini, che ora opera al Catalina Sky Survey, ha iniziato ad appassionarsi di comete con l'apparizione della Halley ed ha sempre sognato di scoprine una.  La ricerca svolta con i telescopi del Catalina si spinge ai limiti e
coglie spesso le comete sul nascere, ovvero quando iniziano a sviluppare una chioma.  Dopo molte scoperte mancate, in questi ultimi anni Andrea ha coronato il suo sogno scoprendo (fino ad ora) ben 11 comete, oltre ad un numero enorme
di asteroidi.  I suoi due interventi, sabato e domenica, hanno illustrato sia l'aspetto inerente la scoperta di comete, sia al metodo di lavoro e alla strumentazione del Catalina Sky Survey dove alla tecnologia si aggiunge il fattore umano che
in tempo quasi reale verifica e controlla gli oggetti fino al limite della rilevabilità e modificando i programmi della nottata in caso di scoperta di NEA potenzialmente pericolosi e che necessitano osservazioni accurate immediate.

Lorenzo Franco, ha presentato un bel risultato nato tra alcuni  osservatori nazionali ed  internazionali che hanno osservato il NEA (159402) 1999 AP10 determinandone la curva di luce e il periodo di rotazione (7,9 ore), oltre
alle dimensioni, stimate intorno a 1,4 km. Al programma hanno partecipato anche strumenti di grandi dimensioni  (80 cm Val d'Aosta), ma anche tipici diametri amatoriali a dimostrazione che anche un piccolo strumento, se ben utilizzato, puo' fare molte cose.

Fabrizio Bernardi (NEODyS e AstDyS, Pisa) ha affrontato  tematiche generalmente poco note ai non professionisti e molto interessanti. Ha illustrato come le varie fonti di errore, o anche la mancanza di informazione sull'errore,
contribuiscano a rendere meno affidabile la determinazione delle orbite, e quindi anche le previsioni di possibile impatto di un oggetto con la Terra. I formati dell'invio delle osservazioni, a 80 colonne,  attualmente
utilizzati derivano ancora dai vecchi sistemi a schede perforate e necessitano di essere rinnovati. Su questo sta lavorando a livello europeo il NEODyS . Ha inoltre illustrato diversi altri aspetti correlati agli impatti partendo dal
Meteor Crater fino ai recenti  impatti su Giove.

Luca Buzzi ha illustrato il nuovo programma T3, che si occupa di ricercare oggetti cometari nella popolazione asteroidale, analizzando alcuni particolari parametri legati all'orbita. Il programma seleziona i candidati tra gli oggetti
reperibili al Minor Planet Center, e li propone all'osservatore.

Giannantonio Milani (Sezione Comete) ha illustrato l'approccio fotometrico sulle comete con l'utilizzo della quantità Af[rho]. Il metodo, che richiede un buon pre-trattamento delle immagini, consente di analizzare in modo molto
piu' dettagliato, il comportamento di una cometa ricavando dati anche quantitativi, anche se l'analisi e interpretazione dei dati richiede sempre cautela.Nella relazione di domenica ha invece illustrato il nuovo sito CARA, che e' in fase di
realizzazione a cura di Carlo Vinante. Inoltre ha illustrato i principali programmi futuri, tra i quali la campagna sulla cometa 103P che sarà esplorata da vicino in autunno dalla missione DIXI (continuazione della missione Deep Impact).
Il progetto CARA ha già contribuito alla la missione Deep Impact  e l'occasione è quindi di proseguire in questa ulteriore collaborazione con la missione DIXI. La cometa andra' seguita da primavera di quest'anno, fino a quando sarà osservabile nel prossimo anno.

Roberto Trabatti ha completato l'intervento della Sezione Comete mostrando alcuni nuovi strumenti ancora in via di sviluppo, da implementare nel programma Winafrho e volti a contestualizzare la cometa nel Sistema Solare (rappresentazione 3D in
scala e condizioni geometriche) oltre a generare un modello di coda nel quale si possono tracciare i profili utilizzano diversi parametri per i grani di polvere da poter confrontare con le immagini reali di comete.

Marco Fulle (Osservatorio di Trieste INAF) ha parlato delle problematiche correlate alla missione Rosetta e alla determinazione dell'ambiente che potrà incontrare il lander, cosa che condiziona pesantemente la scelta della
traiettoria di atterraggio.  Il problema è determinare la produzione di gas e polveri quando la cometa sarà  intorno a 3 U.A.  In questo sono stati incrociati dati ottenuti con diversi metodi, compresi i dati fotometrici CARA.  I
risultati sono oggetto di un articolo appena sottoposto per la pubblicazione.

 Silvano Casulli (Osservatorio Vallemare di Borbona), osservatore storico del GIA e primo astronomo dilettante al mondo ad effettuare una misura astrometrica  su immagini digitali,
continua ad occuparsi di asteroidi. Non solo ricerca di nuovi oggetti ma fotometria mirata a ricavare i periodi di rotazione. Il programma asteroidale richiede in questo caso sessioni
dedicate ad un oggetto per volta per molte ore. Si è pensato quindi di utilizzare le stesse serie di immagini per ricercare stelle variabili rapide. Il programma ha già permesso di
scoprire  diverse stelle pulsanti e ad eclisse. Un modo straordinariamente efficace per  aumentare la quantità di risultati scientifici dalle proprie osservazioni.

Gian Paolo Tozzi, (osservatorio di Arcetri INAF) ha mostrato alcune novità e ricerche recenti. Dalla emblematica cometa C/2010 A2, che apparentemente è entrata in collisione con un
asteroide ma che è ancora fortemente enigmatica, a studi polarimetrici sui nuclei cometari condotti da terra con i più grandi telescopi.

Enrico Prosperi, ha illustrato la sua postazione osservativa e le soluzioni adottate per ottimizzare ed automatizzare le osservazioni. Attualmente le osservazioni sono condotte in modo
automatizzato e questo consente di raccogliere un gran numero di immagini. Grazie a queste innovazioni nel periodo di  fine anno è risultato l'astrofilo italiano che aveva inviato il maggior
numero di misure astrometriche di asteroidi e comete

Gianni Galli (Sezione Asteroidi) ha presentato i servizi FUAP e critical list della Sezione Asteroidi, due efficaci strumenti che aiutano gli osservatori ad identificare gli oggetti piu'
interessanti o sui quali c'e' maggiore richiesta di dati di posizione.

Sergio Foglia (Sezione Asteroidi) ha presentato il CFUAP, altro servizio offerto dalla Sezione Asteroidi, per selezionare gli oggetti di tipo cometario che necessitano di osservazioni.
Normalmente molta attenzione viene data alle comete piu' luminose, o meglio posizionate in cielo, trascurando altri oggetti importanti.

Come bilancio complessivo è stato una importante occasione di incontro e arricchimento personale, sia a livello umano che scientifico,  tra gli astrofili che condividono le tematiche inerenti
ai corpi minori e che operando in molti casi ad elevato livello scientifico. La scelta di ampliare il meeting dalle sole comete ai corpi  minori si è rivelata vincente.  Rilevante e importante  la partecipazione di professionisti
che hanno permesso di avere informazioni dirette sulle tematiche vive piu' interessanti.  La cornice di Arcetri e la splendida ospitalita' offerta  dall'Osservatorio e da Gian Paolo Tozzi
hanno contribuito al buon successo dell'iniziativa.

Gianantonio Milani