CONVEGNO DEL 28/03/2004

Da sinistra a destra sopra :H.Mikuz,
G.Milani, L.Polo, R.Ligustri, G.Sostero, M.Fulle, D.Tirelli, A.Lepardo, B.Bombardier , R.Turchetti.
Appunti dallincontro GOC del 28/3/04 a Remanzacco
Hanno partecipato diciotto persone, provenienti da vari osservatori e/o gruppi astrofili (Campo dei Fiori, Cavezzo, Vicenza, Padova, Talmassons, Farra dIsonzo, Crni Vrh e Remanzacco). La presenza di uno professionista come Marco Fulle ha contribuito in maniera determinante a chiarire le idee dei presenti su diversi punti importanti. Si e discusso principalmente di tecniche CCD:
1)utilizzo dei filtri interferenziali
2)metodi di standardizzazione nella fotometria dapertura
3)nuovi software per lelaborazione delle immagini cometarie
4)programmi osservativi per la C/2001 Q4 (NEAT) con i CCD
Giannantonio Milani ha fatto unintroduzione illustrando lo stato delle varie
collaborazioni in corso (CARA, Deep Impact, etc). Giovanni Sostero ha commentato una breve
presentazione riguardante luso dei filtri interferenziali, a cui ha fatto seguito un
approfondito dibattito sullutilità di questo metodo, nonché sulle procedure più
adatte per raccogliere ed analizzare i dati. H. Mikuz, G. Milani e R. Ligustri hanno
quindi esposto le loro esperienze passate con questi filtri, risultati piuttosto
problematici a causa della loro ristretta banda passante. Ciononostante, considerata la
brillantezza prevista per C/2001 Q4 (NEAT) tra Maggio e Giugno, Fulle caldeggia le riprese
a grande campo, anteponendo i filtri interferenziali ad un piccolo teleobbiettivo
collegato ad un CCD, in modo che i filtri non lavorino sotto un fascio convergente (il che
potrebbe comportare qualche problema di allargamento di banda).
Martino Nicolini ha tenuto uninteressante relazione sulla necessità di avere una
standardizzazione per la fotometria dapertura, ed ha mostrato con una serie di
esempi pratici come questa possa portare a dei benefici quando si tratta di confrontare
misure fatte anche con strumentazioni molto diverse. A livello internazionale di fatto
manca completamente un criterio che renda compatibili le magnitudini prodotte dai vari
osservatori e regna uno stato di caos dove ciascuno procede secondo scelte personali,
spesso alquanto discutibili.
Fulle e intervenuto ricordando che per lo studio delle comete lutilizzo dei
filtri fotometrici standard a banda larga (Johnson, Cousins, etc) e poco utile,
poiché le bande passanti di questi filtri sono troppo ampie per permettere agli
astrofisici delle interpretazioni sui meccanismi di rilascio di gas e polveri e,
secondariamente, perché i professionisti sono interessati ai flussi originati dalle
singole specie molecolari, piuttosto che alle magnitudini.
Dopo la pausa pranzo, sempre Nicolini ha illustrato le caratteristiche di due nuove
funzioni plug-in per Astroart-3, che permettono delle elaborazioni di immagini delle
chiome cometarie meno invasive del classico Larson-Sekanina: sono state chiamate
MedComet Coma Model e Radial Weighted Coma. Nella prima funzione,
MedComet Coma Model, lalgoritmo fa una mappatura, dal centro della chioma ad un
raggio R definibile dallutente, delle intensità dei pixel dei cerchi concentrici al
falso nucleo, ne calcola il valore mediano e ricostruisce la chioma in unimmagine
sintetica con gli stessi cerchi concentrici tutti di intensità pari al valore mediano
locale. Il Radial Weighted Model estrae il valore del pixel della chioma, ne sottrae
il valore del background e lo moltiplica per la distanza cometocentrica per poi creare una
nuova immagine sintetica con i valori così calcolati. In entrambi i casi questa
chioma fittizia può essere sottratta o divisa per limmagine di
partenza, contribuendo ad esaltare le aree dellimmagine con una gradiente di
intesità (per esempio getti, aloni, ecc). Nicolini ha distribuito ai presenti alcuni
CD-ROM contenenti i due plug-in, che saranno comunque prossimamente disponibili in
rete. Fulle e intervenuto sottolineando lutilità di questi algoritmi,
che mantengono le proprietà fotometriche dellimmagine (a differenza del
Larson-Sekanina); ha poi ricordato che i risultati ottenuti nellimage-processing, se
si utilizzando i classici filtri rotazionali, sono spesso di difficile interpretazione, ed
ha messo in guardia i presenti sulluso (talora eccessivamente disinvolto) che taluni
fanno di tali algoritmi per stabilire il periodo di rotazione del nucleo cometario; lo
stesso Fulle, ha infine espresso le sue perplessità sullinterpretazione fisica che
viene data ai getti che talvolta sembrano emanarsi dalla condensazione
centrale di alcune comete.
Al termine dellincontro si sono riassunti i progetti di ricerca proposti per la
C/2001 Q4 (NEAT):
1)Misura della quantità Af[Rho]: da farsi tramite telescopi (quindi utilizzando come finestra di riferimento unapertura sottomultiplo dei 100.000 Km soliti (50.000, 25.000 a seconda della scala immagine del telescopio, almeno nelle prime settimane di visibilità) e con filtri (possibilmente nel continuo a banda stretta centrato sui 647nm, ma sarebbero utili anche in banda I ed R di Cousins). La finestra va posizionata sul centro geometrico della chioma (il più delle volte corrispondente alla condensazione centrale). Se la condensazione centrale non coincide con il centro geometrico della chioma, bisogna estrapolare la posizione di questultimo tramite il profilo fotometrico della chioma stessa.come confronto vanno usate tre stelle dal catalogo Tycho; Milani si incarica di stilare un elenco di possibili standard distribuite lungo la traiettoria della cometa, affinché esse vengano utilizzate da tutti.
2)
3)
4)
5)Coda di ioni: è un settore in cui gli astrofili risultano poco
concorrenziali rispetto ai professionisti, poiché viene richiesto simultaneamente grande
campo ed elevata risoluzione. Utili per fini didattici i filtri dellH20+ e del CO+
(per verificare, ad esempio, la coincidenza tra le strutture visibili nei due filtri)
6)
Attualmente dispongono di alcuni filtri interferenziali (principalmente il continuo delle
polveri a 647nm, il filtro dellH2O+ e di quello del Na) Talmassons, Remanzacco ed A.
Milani.
Cavezzo intende procurarseli prima dellarrivo della cometa, e così pure Crni Vrh,
che ha visto deteriorarsi la qualità di quelli in suo possesso. Per questioni di costo e
praticità, viene consigliato di costruirsi un sistema portafiltri simile a quello
commercializzato dalla ditta Astronomik (i filtri si inseriscono uno alla
volta in una specie di cassettino) piuttosto che una ruota portafiltri. Ci si saluta verso
le 17:30, dandosi appuntamento a Crni Vrh per il prossimo Giugno.
G. Sostero

Aula dell'incontro
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