Riportiamo di seguito una selezione dei codici ICQ più comunemente utilizzati nella compilazione dei rapporti osservativi.
METODI DI STIMA [M.M.]
S - metodo (noto anche come "In-Out" method) comunemente attribuito a Sidgwick è più correttamente da attribuire a Vsekhsvyatskij-Steavenson-Sidgwick, " . Tuttavia questo metodo è stato utilizzato anche da Pickering, Wirtz, Abetti e Voute. Si basa sul confronto tra cometa a fuoco e stelle sfuocate fino allo stesso diametro apparente della cometa a fuoco.
B - metodo di Van Biesbroec-Bobrovnikoff-Meisel (noto anche come "out-Out"). Il confronto avviene tra comete e stelle entrambe sfuocate in extrafocale fino ad avere lo stesso diametro apparente (utilizzabile solo per comete di piccole dimensioni apparenti).
M Metodo di Morris ("modified Out"). E intermedio tra i due precedenti: la cometa viene leggermente sfuocata e confrontata con stelle sfuocate fino ad avere le stesse dimensioni apparenti della cometa fuori fuoco.
C magnitudine ottenuta senza filtri con CCD
V magnitudine ottenuta in banda V (Johnson)
k - magnitudine CCD con filtro R (Cousins)
R - magnitudine ottenuta in banda R (Johnson)
STRUMENTO
B Binocolo
C Cassegrain
E occhio nudo
L Newtoniano
M Maksutov
O binocolo da teatro
P fuoco primario di un riflettore
R rifrattore
S schmidt-Newton
T Schmidt-Cassegrain
W Wright-Schmidt
Y Richtey-Chretien
SEQUENZE DI CONFRONTO [REF - riferimento al catalogo dal quale sono tratte le magnitudini delle stelle di confronto]Sono qui riportate le fonti di mangitudini stellari maggiormante raccomandate.Per scopi fotometrici si sconsiglia in generale luso del ben noto Guide Star Catalog, o dellUSNO S-A Cat. in quanto poco precisi.
AT- Arizona-Tonantzintla Catalog, pubblicato su Sky and Telescope luglio 1965(contiene magnitudini UBVRI di stelle fino a circa la mag.3)
GA Guide Star Photometric Catalog I, in Astrophysical Journal Supplement Series, Volume 68, Numero 1 (settembre 1988)(contiene magnitudini B e V di aree scelte su tutto il cielo).
HI Hipparcos Input Catalogue (C. Turon et al. 1992, European Space Agency Sdpecial Publication SP-1136); magnitudini V per 118.000 stelle più luminose della mag. 13 (massima distribuzione attorno alla mag. 9).
HV Magnitudini V (sistema di Johnson) ricavate dal catalogo Hypparcus (ESA SP-1200)
L - Sequenze fotoelettriche in banda V pubblicate da Landolt (AJ 78 959)
LA - Sequenze fotoelettriche pubblicate da Landolt (1992, AJ 104, 340)
NH - Sequenza Polare Nord pubblicata da Henden e Kaitchuck (1982, Astronomica Photometry, NY)-
NP - Sequenza Polare A.A.V.S.O. ( 3 carte con stelle a partire dalla mag. 5).
SP - Skalnate Pleso Atlas Catalog e Atlas Coeli Cat. (magnitudini V e visuali di stelle brillani)
TI Tycho Input Catalogue; oltre tre milioni di stelle più luminose della mag. 12.1 (Strasbourg Data Center- France)
TJ magnitudini V tratte dal Tycho Catalogue (ESA SP-1200)
TT magnitudini V_T dal Tycho/Hypparcus Catalogue (ESA SP-1200); il sistema V_T è molto simile al visuale per cui queste stelle sono particolarmente indicate per osservazioni visuali.
Y - Yale Bright Star Catalogue
YF - Bright Star Catalogue (quarta edizione)
YG Bright Star Catalogue (quinta edizione) (magnitudini V e indici di colore di oltre 9000 stelle)
Nota sulle sequenze di confronto.
Sebbene oggi siano disponibili molte fonti di magnitudini stellari bisogna constatare che tra queste solo un certo numero risulta affidabile per poter effettuare un serio lavoro di fotometria. Le comete, spostandosi continuamente sulla volta celeste, costringono ad utilizzare stelle di confronto sempre differenti, da cui lesigenza di adottare fonti il più possibile precise per non introdurre nelle stime o misure errori casuali difficilmente valutabili.
Per le osservazioni visuali uno dei cataloghi oggi più consigliabili è il Tycho/Hypparcus; le magnitudini Vt sono molto vicine alle visuali e coprono un intervallo sufficientemente ampio per soddisfare gran parte delle esigenze visuali. Altro buon ctalogo per le stelle più luminose è lAtlas Coeli.
Sempre lo stesso catalogo è indicato per osservazioni mediante CCD, sia senza filtri che in banda V. Altro ottimo catalogo per le magnitudini V è il Bright Star Catalog.
Per le magnitudini R il riferimento principale è dato dalle estese sequenze di Landolt, oltre allArizona Tonantzintla Calatog per le stelle più luminose.
IL FORMATO ELETTRONICO DELLARCHIVIO ICQ
Il seguente formato è utilizzato da International Comet Quarterly per linserimento diretto delle osservazioni nellarchivio elettronico. Si tratta di righe composte da 80 caratteri contenenti tutte le informazioni necessarie sotto forma di dati numerici, simboli e codici. Nella compilazione si raccomanda di non usare mai il tasto TAB per saltare gli spazi vuoti, ma esclusivamente la spaziatura mediante la barra. Porre anche molta attenzione ai caratteri maiuscoli e minuscoli nei codici, perché hanno significati differenti.
Le due righe di testa aiutano nellidentificazione delle colonne appropriate nelle quali inserire i dati.
IIIYYYYMnL YYY MM DD.DD eM/mm.m:r AAA:ATF/xxxx /dd.ddnDC /t.ttmANG ICQ XX*OBSxx
123456789 123456789 123456789 123456789 123456789 123456789 123456789 123456789
Si raccomanda di anteporre lo zero soltanto prima del numero corrispondente ai mesi e alle date (per mesi e giorni da da 1 a 9); tutti gli altri dati non devono avere lo zero iniziale (questo significa che ad es. p.a. 30° deve essere dato come "30" e non come "030").
Le prime 10 colonne sono per lidentificazione della cometa. Le prime tra colonne restano in bianco per le comete a lungo periodo. Le colonne 1 e 2 sono vuote, e la colonna 3 deve contenere un "P" soltanto per comete a corto periodo di cui è nota solo una apparizione. In entrambi i casi (comete alungo periodo e una apparizione a corto periodo), la designazione dellanno e il mezzo mese corrispondente vanno nelle colonne 4-9 (le colonne 4-7 contengono lanno; colonna 8 contiene la lettera maiuscola corrispondente alla metà del mese della scoperta; colonna 9 contiene il numero relativo alla metà del mese).
La colonna 10 contiene una lettera maiuscola che denota la componente del nucleo se esiste, e questa colonna viene usata per tutte le comete che si sono divise in più componenti.
Le colonne 1-3 sono usate per le comete a corto periodo "numerate" (quelle osservate per due o più passaggi al perielio); questo numero deve essere incolonnato a destra (cioè, " 1" per 1P/Halley, " 47 per 47P/Asbbrook-Jackson e "116" per 116P/Wild 4). Tutte le designazioni delle comete possono essere trovate nel Catalogue of Cometary Orbits (1995 e successivi aggiornamenti)pubblicato dallo Smithsonian Astrophysical Observatory, oltre che nel sito del CBAT.
ES.
IIIYYYYMnL
123456789
1995O1
1996B2
31
116
Le colonne da 12 a 24 riportano la data nel formato anno, mese, giorno, decimali di giorno (arrotondato a 0.01 giorni), il tutto indicato in Tempo Universale.
La colonna 26 (e) è per note relative alla correzione per lestinzione atmosferica, se applicatA (! = correzione effettuata con metodologie appropriate dallosservatore; a, w, s = estinzione corretta con le relative tabelle preparate da Green; & cometa osservata a meno di 20 gradi sullorizzonte; $ = cometa a meno di 10 gradi sullorizzonte; l = magnitudine limite per una osservazione CCD nella quale non è stata rilevata la cometa;.
Colonna 27 (M) è per indicare il metodo usato per ottenere la magnitudine totale (es. S = metodo di "Sidgwick", C = CCD, ecc..)
Le colonne 28-33 (/mm.m) riportano la magnitudine totale osservata con lapprossimazione di 0.1 magnitudini(le stime relative al "falso nucleo" non vanno indicate). Colonna 28 (/) è lo spazio per riportare una parentesi quadra aperta a destra "["; il simbolo sta ad indicare che la cometa non è stata osservata e che si stima fosse più debole della magnitudine riportata (vanno quindi riportate anche le osservazioni negative). Se la stima (o misura) della magnitudine non è molto accurata, o viene effettuata con condizioni di cielo non buone, il valore della magnitudine deve essere seguito da due punti ":" (es "11.3:")
La colonna 34-35 (r) riporta la fonte di riferimento per le magnitudini delle stelle di confronto (se si usano più fonti, indicare la principale), se il codice è di una sola lettera va allineato a sinistra.
Es:
IIIYYYYMnL YYYY MM DD:DD eM/mm.m:r
123456789 123456789 123456789 12345
1996B2 1996 03 24.04 S 0.5 Y
1996B2 1996 03 24.08 S 0.2:YG
31 1995 06 26.94 1C[16.0LB
Le colonne da 36 a 47 (AAA:ATF/xxxx) servono per riportare i dati strumentali.
"AAA.A" è per lapertura dello strumento in cm, "T" il tipo di strumento, "F/" lapertura relativa (arrotondata allunità, se il valore è inermedio- es.8.5 si arrotonda allunità pari più vicina). xxxx lingrandimento utilizzato o lesposizione in secondi se losservazione è mediante CCD. Questi ultimi due dati vanno allineati a destra.
Se losservazione è effettuata ad occhio nudo lapertura va indicata "0.0".
Es.:
IIIYYYYMnL YYYY MM DD:DD eM/mm.m:r AAA.ATF/xxxx
123456789 123456789 123456789 123456789 1234567
1996B2 1996 03 24.08 S 0.5 Y 0.0E
1
1996B2 1996 03 04.40 aS 5.6 HR 5.0B 10
1996B2 1996 03 06.16 !V 5.6 YF 20.0T 2
Le colonne da 49 a 54 (/dd.dd) servono per indicare il diametro apparente stimato della chioma espresso in primi darco (ed eventuali decimali). La colonna 49 (barra inclinata a destra) serve per riportare il simbolo "&" , da indicare quando la stima o misura è approssimata, oppure per riportare i simboli maggiore e minore (><) nel caso si voglia indicare che la chioma è maggiore o minore del valore indicato. Nella misura del diametro apparente della chioma vanno riportati solo i decimali significativi (ad es. comete estese per 10 probabilmente non verranno mai misurate con la precisione del decimo di primo darco per la difficoltà insita nello stimare un oggetto così grande).
Se la cometa non è stata osservata (vedi nota relativa alla colonna 28) inserire un punto esclamativo "!" in colonna 49; in questo caso il valore stimato per le dimensioni apparenti è relativo alla magnitudine indicata in precedenza come limite (come valori standard si consiglia di adottare 0.5 o 1.0). La magnitudine limite può essere stimata sfuocando fino al diametro specificato stelle di magnitudine nota.
Quando invece la magnitudine si riferisce solo ad una parte della chioma (in questo caso misurata in modo elettronico CCD o fotometro fotoelettrico) il diametro della chioma si riferisce alla porzione interessata, e va posto un "+" in colonna 49 per denotare che lestensione indicata è relativa solo ad una parte della chioma.
In colonna 55 (n) va inserita una annotazione speciale per descrivere laspetto della condensazione centrale (d = condensazione debole di aspetto discoidale nella chioma, D = discoide luminoso allinterno della chioma, s = condensazione centrale stellare debole, S = condensazione stellare luminosa, ecc )
La colonna 56 e 57 (DC) riportano il grado di condensazione (scala da zero a 9, essendo 0 = cometa totalmente diffusa, 9 = aspetto stellare); il valore numerico va nella colonna 56, mentre in colonna 57 va eventualmente riportata una barra inclinata a destra nel caso si voglia indicare la mezza unità (ad es 6.5 = 6/).
Le colonne 59-64 (/t.ttm) sono per la lunghezza della coda espressa in gradi e decimali di grado. La colonna 59 può essere usata sia per una annotazione che per una cifra se la coda è estesa per 10 gradi o più. La colonna 58 può essere utilizzata se la coda eccede i 100 gradi.
Lunghezze espresse in primi o secondi darco devono essere accompagnate rispettivamente dalla annotazione "m" o "s" in colonna 64, con il punto decimale in colonna 632 anziché 61.
Il colonna 59 possono essere inserite le seguenti annotazioni: 1 = uguale o inferiore a la valore indicato; g = maggiore o uguale; ? = presenza della coda incerta (in questo caso non va ovviamente riportata una misura di estensione essendo dubbia losservazione).
In colonna 65-67 va riportato langolo di posizione misurato in senso antiorario (0= Nord, 90 = Est, 180=Sud, 270=Ovest)relativo allasse della coda. Il valore va allineato a destra.
Nel caso di più code utilizzare più righe per riportare i dati, oppure fornire una descrizione accompagnatoria (additional information).
Le colonne da 69 a 74 sono un riferimento per la pubblicazione, un dato che viene inserito direttamente da ICQ; indicare quindi sempre "ICQ XX"
In colonna 75 va posto un asterisco "*" se si tratta di una revisione relativa ad una osservazione già inviata ad ICQ ed inserita in archivio.
Infine le colonne da 76 a 80 riguardano il codice dellosservatore, attribuito da ICQ. Nel caso di un nuovo osservatore, al quale non è stato ancora attribuito un codice, riportare le prime tre lettere del cognome seguite da XX nelle colonne 79 e 80 e allegare il nome e cognome completo, lindirizzo di casa ed eventualmente anche la località abituale di osservazione. E comunque buona norma, per evitare errori dovuti ad omonimie, allegare sempre nome, cognome e indirizzo completi.
Il codice è individuale ed ogni osservazione deve essere relativa ad un singolo individuo; non mediare mai stime (o qualunque altro dato) effettuate da osservatori diversi. Nel caso di osservazioni CCD si pone facilmente il caso della collaborazione di più osservatori; in questa situazione il nominativo da indicare come osservatore è relativo a colui che materialmente ha effettuato le misure o ha dato il maggior contributo generale, gli altri nominativi, come eventualmente il nome dellOsservatorio, vanno inseriti a parte nelle note (additional information). In ciascuna nota fare sempre riferimento alloggetto in questione e alla data di osservazione, riportando alla fine il codice dellosservatore tra parentesi quadre.
Es. Comet C/1997 BA6 (Sopacewatch) è 1999 May 17.48: comet located quite close to 11th-mag star, which may have affected estimate [PEA]
Es
IIIYYYYMnL YYYY MM DD.DD eM/mm.m:r AAA.ATF/xxxx /dd.ddnDC /t.ttmANG ICQ XX*OBSxx
123456789 123456789 123456789 123456789 123456789 123456789 123456789 123456789
1996B2 1996 02 25.49 c 16.0 FA 91.4L 5
14.1 46.9m282 ICQ XX SCO01
31 1995 06 26.94 lC[16.0 LB 20.3t10
ICQ XX GAR02
1996B2 1996 03 04.40 As 5.6 HR 5.0B 10
10 6
ICQ XX BOR